ah, non è che sto dormendo, sto solo riposando gli occhi.
venerdì 8 novembre 2013
lunedì 27 febbraio 2012
GESTIRE LE EMOZIONI
domenica 12 febbraio 2012
AUTOELOGIO DELLA DOMENICA
venerdì 10 febbraio 2012
martedì 7 febbraio 2012
OROSCOPO DELLA MINCHIA
domenica 5 febbraio 2012
sabato 4 febbraio 2012
venerdì 3 febbraio 2012
LA LIRICA DELLA MORTE
la morte e' una cosa che serve per farti fermare e pensare. fortuna le pompe funebri che ti aiutano loro. la morte in questo caso e' arrivata per telefono. anche la soluzione e' arrivata per telefono. le pompe funebri fanno tutto. ti chiedono i dati del defunto, che loro sanno già' che e' defunto, e se vuoi la mattina dopo e' già dentro il suo letto di legno pronto per il viaggio nella terra di tutti. bisogna sbrigarsi che poi il morto puzza. bisogna vestirlo, chiamare il cimitero, volete la messa? no. volete la croce sulla bara? no. volete i manifesti? si. volete il loculo al 17esimo piano in marmo grattugiato?no. perfetto. il tempo di un viaggio al nord e la defunta e' sul letto di casa con le dita incrociate ed un rosario che va prontamente levato. ma nessuno ancora si e' fermato e ha pensato. perché' bisogna chiamare la gente. forse perché' e' giusto che la gente sappia che la persona che c'era, adesso non c'e' più'. bisogna trovare il numero dei familiari in equador, bisogna avvertire l'ANPI, bisogna chiamare al lavoro che non si può' andare, bisogna aspettare la figlia che prende l'aereo da tel'aviv. e poi la casa. e adesso con l'affitto? e la badante? e puccio? e tutta la roba in casa. e poi c'e' il conto in banca, togli via tutto prima che blocchino tutto. servono le fotocopie e gli stati di famiglia. il telefono squilla, il cane abbaia. la gente viene a vedere il morto. gente vecchia vede gente vecchia morta. gente vecchia vede la propria vita andarsene nei corpi altrui. il medico legale deve provare ad immaginare cosa abbia fatto fermare il cuore. un ictus? infarto? o ha solo smesso di respirare. ha solo smesso di respirare. la morte più' dolce. dormire e non svegliarsi più' per l'infinita' dell'infinita' dei tempi.
e ancora non ci si sofferma a pensare, troppa burocrazia, troppe cose da decidere.subito. il funerale arriva due giorni dopo. le pompe funebri pensano loro a tutto, anche alle cose più' difficili, come far uscire la bara dalla porta. sono giovani garzoni vestiti bene. sono pratici veloci e delicati nei gesti. fanno in fretta, forse ci sono altri morti che aspettano. anzi, i morti non aspettano, i parenti si. al cimitero chi va in cremazione, non va in cremazione, va in una sala piena di bare con i post-it sopra. nome-data-cremazione. perché' il corpo non lo bruciano subito, bisogna attendere giorni forse settimane. evidentemente i forni funzionano a giorni, oppure vengono attivati ogni tot numero. a me pare una cosa brutta ed evitabile. non credo sia giusto lasciare tante bare immagazzinate così'. insomma non e' questione di religiosità' ne' forse di rispetto, ma di romanticismo.
comunque sia. adesso che nevica e siam bloccati a casa. forse adesso c'e' un po' di tempo. un po' di tempo per fermarsi. e riflettere. e per fortuna le pompe funebri.
lunedì 30 gennaio 2012
lunedì 2 gennaio 2012
lunedì 26 dicembre 2011
mercoledì 21 dicembre 2011
ieri sono andata a lavorare al bar.
e' entrato solo livio. che ha continuato a chiamarmi nicodema tutta la serata.
e non aveva soldi, e voleva il vino.
poi voleva andare in vietman con il fucile. e io gli ho risposto che era in ritardo di una trentina d'anni. poi diceva che ero brutta, poi diceva che ero bella.
fattosta' che sono andata a lavorare al bar e non e' arrivato nessuno, tranne livio.
e faceva freddo.
e livio rompe le palle tantissimo, porta un'arma nella tasca: un lucchetto.
"e' pesantissimo e se arriva qualcuno glie sfrigio la nuca"
sono stata dietro il bancone 3 minuti, due per imparare i prezzi delle sbornie e uno per dimenticarmeli.
livio c'hai i capelli lunghetti spalmati all'indietro che mi fanno senso.
e' un po' gobbetto e si sara' allacciato le scarpe almeno 5 volte.
che per un ubriaco direi che e' stimabile.
livio se lo fisso negli occhi dopo un po' cala lo sguardo, accenna ad un sorriso di imbarazzo, poi se ne viene con una stronzata. e quindi ho capito che a livio gli devi silenziosamente guardare negli occhi per mettere a disagio tutta sta sua molesta ubriachezza.
e il tempo e' passato fra una canzone anni sessanta e una anni settanta. poi anche i korn.
sono andata a pisciare di sotto un paio di volte, dopo un paio di birrette. ho svuotato i posacenere, buttato cartacce. ho pensato che sotto con il riscaldamento si può' fare una bella cosa. poi ho avuto freddo e sono tornata sopra.
livio ha rotto un posacenere. un corpo senza equilibrio segue una mente senza equilibrio, o viceversa.
alle due ho deciso di andare a casa.
ho salutato livio.
sabato 17 dicembre 2011
martedì 6 dicembre 2011
martedì 29 novembre 2011
lunedì 28 novembre 2011
domenica 27 novembre 2011
PENSIERINO DELLA BUONA NOTTE
giovedì 24 novembre 2011
l'economia determina la pubblicita', la pubblicita' determina l'economia, entrambe determinano lo status dell'individuo, posizione sociale e relativo ventaglio di possibilita'. eccola, cosi' spietata, presente colossale. un mondo creato dalla pubblicita' su cio' che puoi, vuoi e devi volere, piacere, lettera e testamento.
la vergogna della pubblicita' del poker online su tutti i canali, su tutti i siti, ci giocano i calciatori e le casalinghe, lo puoi fare mentre caghi o al lavoro, non ti devi vestir bene. gioca, gioca, gioca, che non importa, tra tre anni faremo la pubblicita' progresso, che il gioco vi ha fatto perdere tutto e andare all'ospedale perche'... siete malati. la malattia del gioco d'azzardo esiste anche adesso, ma tra tre anni saremo di piu', saremo insieme a tutti quei pischelli che hanno iniziato troppo piccoli per dire di no alla pubblicita'.
la vergogna delle tette e dei culi, pure la ryan air che casca a pezzi ti svende i biglietti dicendoti che le hostess sono piu' fighe di prima. le hostess della ryanair??? ah, ma la vergogna e' piu' grande quando ti fanno scegliere se volere l'assicurazione per il viaggio o meno, si, ti fanno scegliere, ma senza la casella no. e passi minuti e minuti a cercare sta casella no che non esiste ed alla fine premi si.
la vergogna di venire inculati sempre e comunque davanti e didietro. ti tocca vivere una vita in difesa, o inculare a tua volta. mica tutti siamo bravi ad inculare comunque, e c'e' anche chi non ha voglia di imparare.
la pubblicita' non si vergogna mai. anzi , che si vergognino gli altri! la pubblicita' si basa su uno spirito creativo che e' la base giustificante di ogni finalita' a cui essa attende. se e' vietata l'ipnosi, si cercano forme che piu' le assomiglino. e poi la pubblicita' puo' tutto, puo' stare dove vuole. tra dieci anni forse meno, quando ci suonera' il cellulare apparira' una pubblicita' , cosi' ogni volta che manderemo un messaggio. fino a che un giorno ci sveglieremo e quella pubblicita' non solo la vedremo, ma dovremo ubbidire ad essa, altrimenti il blocco. ecco appunto, questa e' la mia fantascienza. quella che un bel giorno noi ci troveremo con le spalle al muro. senza piu' poter scegliere. un giorno accendendo il cellulare la pubblicita' mi dira' fai benzina da questo distributore, altrimenti ti blocchiamo il cellulare. e cosi' sara' per tutti i cellulari e tutte le compagnie, e noi un giorno piano piano ci ritroveremo a dire si. volenti o nolenti. un giorno ci sara' un monopolio completo, una dittatura di non si sa chi e non si sa cosa. ma noi andremo avanti secondo logiche non nostre. in quell'anno noi ci ammaleremo di gioco d'azzardo e verremo guariti, perche' e' stato deciso che tu e tu e tu, vi ammalerete di quello, e invece tu e tu e tu vi ammalerete di un certo tipo di stress che si presenta sotto forma di cellulite tumorale. che il mondo e' gia' cosi' mi direte, vedi le banche, senza di esse non puoi trovare lavoro, non puoi ricevere stipendio e comprare casa e assicurarti e bla bla. si, e' gia' cosi', ma e' all'inizio. adesso posso ancora difficilmente voltarmi, posso decidere io da quale banca farmi ciucciare i risparmi, posso ancora sopportare tutte le vostre pubblicita', senza dover tirare giu' i pantaloni e piegarmi a 90, pronta per l'ennesima.
mercoledì 23 novembre 2011
La Via Del Ritorno - Erich M. Remarque
comunque sia. riporto un brano terribile, fortemente emozionante. mi par quasi di comprendere, anche se cosi' non puo' essere.